“Il Premio Nobel per la Chimica 2016 è andato a tre ricercatori – il francese Jean-Pierre Sauvage dell’università di Strasburgo, lo scozzese trapiantato in America Fraser Stoddart in forze alla Northwestern University di Evanston e all’olandese Bernard L. Feringa dell’università di Groningen – per i loro lavori su «progettazione e sintesi di macchine molecolari».
Le macchine molecolari sono una parte importante della chimica supramolecolare che ha avuto nel francese Jean-Marie Lehn, Premio Nobel per la Chimica nel 1987, uno dei suoi pionieri. L’italiano Vincenzo Balzani, dell’università di Bologna, membro del Gruppo 2003, ha lavorato con Lehn ed è stato tra i pionieri degli studi sulle macchine molecolari.
Molti pensano che avrebbe meritato il premio assegnato dall’Accademia svedese delle scienze almeno quanto i tre vincitori. E, infatti, è stato, per così dire, il primo dei non eletti.” (Pietro Greco, scienzainrete.it)
Ne parliamo in Istituto con Alberto Credi, allievo di Vincenzo Balzani e ordinario di Chimica generale e inorganica all’Università di Bologna.
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