«Così era finita Gerda Taro, per non aver voluto abbandonare il fronte quando non c’era più nessuna speranza, ed era rimasta ferita a morte come tanti altri, in una strada polverosa; lasciò nelle sue foto testimonianza dell’enorme delitto che era stata la guerra. Aveva dedicato la sua splendida vita a un degno compito, a una giusta causa persa.» “La ragazza con la Leica” è un inno alla libertà, tra la grande storia e gli affetti privati, in un periodo in cui l’Europa della libertà pareva non sapere che farsene. E oltre a questo è anche il libro vincitore del premio Strega 2018.
Helena Janeczek (1964) è nata a Monaco di Baviera in una famiglia ebreo-polacca, ma vive in Italia da oltre trent’anni. Ha esordito con una raccolta di poesie, Ins Freie, edita da Suhrkamp nel 1989. La ragazza con la Leica (Guanda, 2017) è il suo terzo romanzo. Ne parla con l’autrice Cecilia Mussini (LMU).
In lingua italiana e tedesca
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