Ha codificato il libro come lo conosciamo noi oggi, è stato il primo vero editore della storia, ha creato l’industria editoriale moderna, ha inventato il carattere corsivo, l’indice e il frontespizio, e soprattutto è stato il primo a concepire la lettura come intrattenimento grazie ai libri di piccolo formato, i tascabili. È Aldo Manuzio, uno dei grandi geni del rinascimenti italiano, il Michelangelo dei libri, messo però in secondo piano rispetto a pittori, architetti e scultori, le celebrità che tutti noi conosciamo.
Alessandro Marzo Magno, veneziano itinerante, ora vive a Milano. Ha dedicato la prima metà della sua esistenza al giornalismo, passando dai conflitti nei Balcani alla scrivania di capo degli esteri del settimanale “Diario”. Dopodiché si dedica alla divulgazione storica, ha scritto o curato diciassette libri. L’ultimo si intitola “L’Inventore di libri. Aldo Manuzio, Venezia e il suo tempo”, edito da Laterza. È uscito in novembre e ha già avuto due ristampe.
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