Uno dei terreni su cui più si è misurata l’evoluzione dell’italiano dall’arrivo della rete è quello dell’informazione. Si sono modificate le priorità delle notizie e i modi di comunicarle. Si è sviluppato un nuovo modo di fare editoria. A sua volta, la crescita dei giornali online ha cambiato il modo di ricevere le informazioni e di interagire con chi le notizie le dà, in un equilibrio complicato tra verifica e falsificazione, fidelizzazioni e cambi di rotta, interpretazioni di fatti, diffusione sui social network e capacità di porre i temi del dibattito. Soprattutto, la rete è stata una grande occasione di ricostruire, per la “stampa”, una fragile indipendenza.
Jacopo Tondelli è nato a Milano nel 1978, cresciuto tra la periferia e le campagne, laureato e dottorato in diritto penale all’Università di Pavia. Nei primi anni duemila girovaga tra la Germania, l’Italia e Israele e lungo quelle rotte incontra il giornalismo. Inizia a scrivere per il Riformista, a inizio 2008 passa alla redazione economica del Corriere della Sera dove resta per quasi tre anni, durante i quali scrive anche due libri, uno su Israele e l’altro sulla sinistra italiana. A fine 2010 fonda e inizia a dirigere Linkiesta.it. Si dimette a inizio 2013. È co-fondatore e direttore de Gli Stati Generali.
Nell’ambito della settimana della lingua Italiana nel mondo, dedicata all’italiano e la rete.
Modera Sara Ingrosso
In lingua italiana e tedesca
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