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Galleria immagini

 

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28 Maggio 2020
19. Ortigia Luglio 2018
Poche altre volte ho trovato un mare piatto e imbalsamato come questo di Ortigia, nel bel mezzo di un tramonto estivo quasi concluso. La foto la scatto da un battello dove si sta celebrando un rave party dell’Ortigia Sound System. Quasi non ci si crede: dalla parte della macchina fotografica c’è un pandemonio felice di suoni, tuffi e schiamazzi, dall’altra questo silente paesaggio pastello, con una linea obliqua di boe.
Soundtrack: “Like Holy Water” Da Black Jezus (da “They Can’t Cage The Light” 2018 Weapons of Love)
Ortigia
27 Maggio 2020
20. Venezia Gennaio 2020
“Ciò che mi ci vuole – scrive Margaret Atwood - è la prospettiva, l’illusione di profondità, creata da una cornice, una sapiente disposizione di forme sopra una superficie piatta. La prospettiva è necessaria. Altrimenti ci sono solo due dimensioni”. É quel che ci vuole anche qui. Lo penso quando intravedo una litania di colonne, al di là del portone, che trasforma completamente il tono di questa scena.
Soundtrack: “Fissa lo sguardo” Teho Teardo (da “Il divo OST” 2007 Emi Music)
Venezia
26 Maggio 2020
21. Venezia Gennaio 2020
Qui davvero si apre una disfida. É un duello tra battelli che sgomitano per conquistarsi un’attenzione d’angolo. Non si accorgono, o fingono di non farlo, che i veri protagonisti sono i riflessi, con i palazzi che si sciolgono nel canale.
Soundtrack: “Duello” Ennio Morricone (da “Faccia a Faccia OST” 1967 Emi Music)
Venezia
25 Maggio 2020
22. Venezia Gennaio 2020
Difficile fotografare una gondola. È un soggetto più inflazionato dei tramonti ed ha un’identità territoriale che lo circoscrive e lo imbriglia…Questa volta provo a vivisezionarne una e a farla giocare con le rifrangenze d’acqua. Il taglio esalta il suo profilo di triangolo con una punta, il ferro di prua.
Soundtrack: “Miracolo a Venezia” Francesco De Gregori (da “Scacchi e Tarocchi” 1985 Sony Music)
Venezia
24 Maggio 2020
23. Venezia Gennaio 2020
“Café” è un’insegna che ti aspetti a Parigi, ma nel mercato globalizzato gli idiomi si mescolano, e lo stesso fanno anche quelli legati non solo ai luoghi, ma ai crocevia sentimentali. È una scena di lavoro con un elettricista che mette a posto non so cosa, perché non si vede. C’è una grande eleganza nella sua posa verticale. Sembra un pezzo d’arredo e non solo lui, perché pensando a dove siamo, vien da credere che in fondo anche una scala, nella sua esibizione triangolare, possa travestirsi da gondola. Senza mare.
Soundtrack: “Café” Roberto Ottaviano & Pinturas (da “Un dio clandestino” 2008 Dodicilune)
Venezia
23 Maggio 2020
24. Venezia Gennaio 2020
C’è qualcosa di falso e paradossale in questo cartellone pubblicitario che invita a salvare Venezia indicando il metodo di pagamento. Per sottolineare ancora di più il climax artificioso di questa réclame, ho inserito nell’inquadratura anche le luminarie natalizie che disegnano una serie di strisce filanti e curvilinee. Sembrano le corsie di una gara olimpica e ci portano direttamente nel cuore dello slogan: “Pay with Visa”…
Soundtrack: “Guai ai gelidi mostri – Part II” Luigi Nono (2013 Neos Music)
Venezia
22 Maggio 2020
25. Venezia Gennaio 2020
Ad un certo punto, arriva la nebbia. Nel bel mezzo di un weekend baciato dal sole, al tramonto, improvvisamente, arriva la nebbia. Una nebbia truffaldina, che dura soltanto un paio d’ore, messaggera di qualche altra cosa...Un gabbiano vola sopra il campanile della Basilica di San Giorgio Maggiore, di là dal mare, l’altro si è appollaiato sul Leone alato della colonna di San Marco...cioè la natura si confronta con l’unica invenzione dell’uomo che si possa definire tale, o almeno l'unica che abbia aggiunto bellezza al reale: l’arte, il senso estetico. La mossa dei due uccelli è un po’ Il contrario di quello che ha fatto Venezia con il mare, l’utopia pirata di una città che si è appoggiata su una piattaforma liquida. Questa foto mi è sembrata la pretesa garbata di un risarcimento, come se la natura adesso chiedesse a qualcuno, o a qualcosa, di restituirle il favore. Quattro protagonisti, due di due, e un set ammantato di nebbia.
Soundtrack: “Danzando nella nebbia” Nino Rota (da “Amarcord OST” 1973 C.A.M.)
Venezia
21 Maggio 2020
26. Venezia Settembre 2013
Ancora una gondola (stavolta con gondoliere). E ancora una volta il tentativo è quello di rifuggire lo stereotipo. In realtà nell’istante in cui fermo il suo passaggio, i pezzi della gondola prendono parte a un puzzle geometrico che insieme dà equilibrio e scardina la foto. Il remo, il tappetino, il corpo dello scafo, la maglietta a righe del gondoliere, persino i riflessi di sole sulla sua nuca, formano un grumo di dettagli di figure astratte che si incastrano nel canale e si incrociano col bordo del ponticello da cui scatto la foto.
Soundtrack: “Preludi per Pianoforte - La percezione delle consonanze nascoste” Renato De Grandis (Antonio Tarallo da “Movimento perpetuo – Preludi per panoforte” 2014 Wergo)
Venezia
20 Maggio 2020
27. Venezia Gennaio 2020
Se la natura morta è la raffigurazione pittorica di oggetti inanimati, questa può ben definirsi tale. Di animata c’è sicuramente l’acqua del canale che nasconde al suo interno chissà quanti organismi micro e macro. Ma qui anche lei ci fa la cortesia di travestirsi da pavimento, per non interferire con lo spudorato gioco di simmetrie che ha, come sola via di fuga, un orpello del sole. Quest’ultimo gioca a fare il solletico ad un palo di legno mimetizzandosi in una “U” che sembra di vernice e invece è solo di luce e tra qualche istante non ci sarà più.
Soundtrack: “Raggio di sole” Claudio Lolli (da “Il grande freddo” 2017 La tempesta Dischi)
Venezia
19 Maggio 2020
28. Venezia Gennaio 2020
“Che dolce cosa è la prospettiva! – ha scritto lo scrittore e poeta polacco StanisÅ‚aw Jerzy Lec - i nemici si vedono minuscoli”. Marghera è, per certi versi, uno dei tanti nemici di Venezia. Una delle tante cose che la tengono in scacco e le provocano un costante pericolo. I fumi industriali e gli afrori chimici sono agenti inquinanti micidiali, a poche miglia di mare. Ma in questa foto che scatto dalla Giudecca non c’è inquietudine, solo pace e armonie di tinte. Grazie a un tramonto memorabile e a una prospettiva che rende piccole le gigantesche canne fumarie di Marghera, resta solo da crogiolarsi coi blu, i neri, gli indaco, i rossi magenta e gli arancioni della scena.
Soundtrack: “Venezia - Si dolce è ‘l tormento, SV 332” Claudio Monteverdi (Lea Desandre/Thibault Cauvin da “Cities” 2018 Sony Music)
Venezia
18 Maggio 2020
29. Venezia Settembre 2013
Nel 2013 cade la Biennale, un’occasione succulenta compressa in uno scrigno prezioso. Passando da un padiglione all’altro, in un rigido gennaio, capita anche di ritrovarsi in questo cono sbilanciato a destra. Un camminamento che sembra il corridoio di un atelier.
Soundtrack: “Imus” Gianni Maroccolo (da “Alone vol. 2” 2019 Contempo Records)
Venezia
17 Maggio 2020
30. Venezia Settembre 2013
Qui la sovrapposizione tra forme geometriche e creazioni dell’uomo è totale. Ma anche quella tra tecnica e storia, tra industria mercantile e architettura, tra barche e chiese…L’una sembra lo studio preparatorio dell’altra. Il cielo a quel punto decide di mimetizzarsi nel grigio argento di un settembre inospitale.
Soundtrack: “Specchio” Armando Trovaioli (da “La Stanza del vescovo OST” 1977 Cinevox Record)
Venezia
16 Maggio 2020
31. Torino Maggio 2019
Camera, il museo della fotografia di Torino ospita una mostra intitolata “Nel Mirino” che racconta l’Italia e il mondo attraverso l’archivio fotografico di una grande agenzia (dal 1939 al 1981). Mi piace molto far diventare le mostre, le gallerie e i musei, scenario di un nuovo set. Qui ad esempio noto che una prospettiva di stanze e di rossi, fa da imbuto prospettico ad una delle foto della mostra…
Soundtrack: “Certi angoli” Enrico Rava/Ran Blake (da “Duo en noir” 2009 Between the lines)
Torino
15 Maggio 2020
32. Palmi Agosto 2019
Le luminarie sono i raggi x delle piazze del sud Italia. Vestono palazzi e abitano gli spiazzi attraverso un coloratissimo gioco di luci e sembrano fatte apposta per valorizzare ulteriormente le linee geometriche. A me ricordano anche le impalcature delle costruzioni dei palazzi in Tailandia, con il dispiegarsi tutto verticale che contempla la profondità solo come replica di se stessa, pedinando sagome architettoniche. Queste sono le luminarie della “Varia”, una festa popolare che si svolge a Palmi in onore di Maria Santissima della Sacra Lettera, patrona e protettrice della città. La Varia è un enorme carro sacro che rappresenta l'universo e l'assunzione in cielo della Vergine Maria. Sopra il carro, di altezza pari a 16 metri e trasportato a spalla da 200 “mbuttaturi” (portatori), trovano posto figuranti che rappresentano la Madonna, il Padreterno, gli Apostoli e gli angeli.
Soundtrack: “Giuseppe e Maria a Betlemme” Otello Profazio (da “Gesù, Giuseppe e Maria (Capitoli popolari di storia sacra)” 1973 Elca Sound)
Palmi
14 Maggio 2020
33. Palmi Agosto 2019
Un’estate a Palmi. A un certo punto nel tardo pomeriggio, mentre il sole cala e la gente comincia a tornare su in centro (chi conosce Palmi sa che “su” non è un modo di dire, la spiaggia è veramente un bel po’ sotto), mi accorgo che posso accendere una delle lampadine del Bar del Lido Tahiti con lo shining del sole...due sfere perfette che si accoppiano al tramonto.
Soundtrack: “Turismo in quantità” Peppe Voltarelli (da “Distratto ma però” 2008 Komart/Ala Bianca)
Palmi


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